Biblioteca "Innocenziana" dell’Arcidiocesi - Lecce

Indirizzo: Piazza Duomo, 5
Cap: 73100
Città: Lecce
Provincia: Lecce
Telefono: 0832 333522
Fax: 0832 244761
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Descrizione:
La biblioteca dell’arcidiocesi di Lecce, intitolata nel 1927 dal vescovo Gennaro Trama (1902-1927) al pontefice Innocenzo XII (1691-1700), al secolo Antonio Pignatelli, vescovo di Lecce dal 1671 al 1682, è situata nel Palazzo del Seminario, costruito tra il 1694 e il 1709 su progetto dell’architetto Giuseppe Cino, uno degli esponenti della stagione barocca salentina. 

L’erezione del Seminario ottemperava ai dettami dei padri conciliari, che nella sessione del 15 luglio 1565 ne avevano stabilito la creazione in ogni diocesi, col fine di educare ed istruire i nuovi chierici. Si dovette attendere centoquaranta anni per vedere posare la prima pietra del nuovo palazzo. Difficoltà finanziarie, antagonismo degli ordini religiosi, opportunità politiche furono tra le cause di questo ritardo.  La costruzione della fabbrica è legata ad altri esponenti della famiglia Pignatelli, Michele e Fabrizio. Promotore di un riformismo tridentino nella diocesi leccese, Michele Pignatelli, vescovo di Lecce dal 1682 al 1695, si adoperò, in prima persona, nella costruzione del Seminario, riuscendo nell’impresa tentata da alcuni suoi predecessori e grazie alla testimonianza diretta del Cino, l’architetto costruttore, si è a conoscenza dell’inizio e della fine dei lavori. L’allievo dello Zimbalo, infatti, nelle sue Memorie comunica che «A. D. 1694 A 27 marzo Sindico Fulgenzio Minioti si diede principio a demolire le botteghe dentro il cortile del Vescovado per la fabbrica del nuovo Seminario, essendo Vescovo D. Michele Pignatelli, l’architetto fu Giuseppe Cino. […] A 14 aprile di mercoledì si mise la prima pietra dal detto Vescovo coll’intervento della città e seguito di popolo col suono a gloria di tutte le campane, alla detta fabbrica del Seminario». Michele Pignatelli morì il 30 novembre 1695 disponendo nel suo testamento il lascito di “ducati 200 per proseguire la fabbrica del Seminario”. 

L’impresa fu portata a termine da Fabrizio Pignatelli che inaugurò il seminario il primo settembre 1709. 

Gli studiosi non sono concordi sul periodo di costituzione della biblioteca. Infatti, se per Antonio Caterino la genesi sarebbe da collegarsi all’attività della stamperia vescovile di Tommaso Mazzei, in un arco temporale compreso tra il 1706 e il 1730, per Raffaele Fiorillo la nascita della biblioteca sarebbe invece legata all’inizio dell’episcopato di Michele Pignatelli (1682) e il 1734. Più verosimilmente Oronzo Mazzotta colloca le origini tra la fine del Seicento e il 1733, anno in cui fu rogato il testamento del vescovo Fabrizio Pignatelli (1696-1734), nel quale il presule dispose il lascito del proprio patrimonio librario e di 200 ducati al Seminario.

Successivamente si ebbero una serie di donazioni, come quella del vescovo Salvatore Zola (1877-1891), o del medico di Nardò Francesco Giuliani, morto nel 1821, o dell’arcidiacono Vincenzo Quarta. Dopo il 1809 confluirono le raccolte dei conventi soppressi dei domenicani di S. Giovanni d’Aymo e dell’Annunciata, degli Agostiniani Scalzi e dei Cappuccini di Rugge. 

Il fondo antico della biblioteca è costituito da circa 5000 volumi, con incunabuli, oltre duecento cinquecentine, molte edizioni del Seicento e del Settecento.

La maggior parte delle opere stampate tra il 1500 e il 1700 è di argomento ecclesiastico e comprende testi di teologia, filosofia, patristica, agiografia, ascetica. Tuttavia non mancano i classici italiani e latini, opere di matematica, medicina, astronomia, diritto. Tra le opere conservate si ricordano alcuni volumi degli Annales ecclesiastici di Cesare Baronio, nelle edizioni del 1692 e del 1705, provenienti dal convento di S. Giovanni d’Aymo, la seconda edizione italiana dell’Encyclopédie ou dictionnaire raisonné es sciences, des arts et des métieres di M. Diderot e M. D’Alembert, stampata da O. Diodati a Lucca presso Vincenzo Giuntini tra il 1758 e il 1767. I volumi dell’Encyclopédie, come alcuni testi di Galilei, sono stati restaurati in questi anni grazie ai contributi C.E.I.

Aperta al pubblico il 9 gennaio del 1961, la biblioteca Innocenziana il 12 dicembre 1983 venne dichiarata dalla giunta regionale “di interesse locale”.

Dopo il primo inventario cartaceo redatto nel 1927 dal bibliotecario don Guglielmo Paladini, nel 1979 si è operato un lavoro di inventariazione, riordino e catalogazione sotto la direzione della Biblioteca Nazionale di Bari. Recentemente il fondo moderno è stato inserito nell’OPAC del Servizio Bibliotecario Nazionale, per cui è possibile consultare il catalogo on line. Il patrimonio librario oggi è formato da circa 40.000 testi, compresi i fascicoli e il fondo antico.

Attualmente responsabile della biblioteca è la dott.ssa Lorella Ingrosso.
 

Collezioni:

- Fondo librario