Biblioteca "R. Caracciolo" - Frati Minori - Lecce

Indirizzo: Via Imperatore Adriano, 79
Cap: 73100
Città: Lecce
Provincia: Lecce
Telefono: 0832 455008
Fax: 0832 455010
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Descrizione:

La Biblioteca “Roberto Caracciolo”, intitolata al famoso predicatore francescano, di origini leccesi, vescovo di Aquino e di Lecce, vissuto nella seconda metà del Quattrocento, venne costituita nel 1960 dall’allora Ministro Provinciale dei Frati Minori del Salento Padre Egidio De Tommaso. Per la nuova istituzione furono utilizzati i locali del pianterreno di quella che era la villa cinquecentesca di Fulgenzio Della Monaca. L’immobile, in base ad una descrizione notarile del 1564, era situato a ridosso delle mura della città “in loco vulgariter dicto fuora la porta de Santo Martino”. 

In seguito ad una serie di compravendite dal Seicento in poi, dettagliatamente ricostruita da Antonio De Meo e Padre Luigi De Santis, partendo dall’articolo di Amilcare Foscarini apparso su un giornale leccese nel 1904, l’immobile agli inizi del 1800 era in possesso di Giuseppe Sforza, Oronzo Riello e Vito Milella, ma in seguito al fallimento delle loro attività commerciali, fu messo in vendita e poi acquistato nel 1831 da Vincenzo Balsamo. La figlia di quest’ultimo, Letizia, nel dicembre del 1900 lo alienò, riservandosi l’usufrutto dell’agrumeto, per 12.000 lire ai frati minori francescani, che vi si trasferirono l’anno successivo dal convento di S. Maria dell’Idria. 

La nascita della biblioteca si deve all’iniziativa di Padre Egidio De Tommaso che dal 1955 iniziò a raccogliere il patrimonio librario. 

Al nucleo iniziale di libri del convento di S. Maria dell’Idria, si aggiunsero ben presto le opere provenienti da alcuni conventi della Provincia religiosa come quello della Visitazione di Salice Salentino, di S. Maria delle Grazie di Galatone, di Squinzano e di Soleto, di S. Francesco di Manduria, del Gesù Bambino di Massafra, di S. Caterina di Galatina, di S. Maria del Tempio di Lecce, di S. Francesco di Gallipoli, di S. Maria di Avetrana, dei Cappuccini di Castellaneta, di Salve e di Casarano. 

A partire dal 1955 una serie di donazioni da parte di privati arricchì il patrimonio iniziale. Confluirono così le collezioni librarie dei sacerdoti Vincenzo De Sanctis e Vincenzo Paladini, di Mario Serafini da Barbarano, di Raffaele Bonavoglia. 

Inaugurata il 4 ottobre del 1965, la biblioteca il 3 giugno 1985 fu dichiarata di “interesse locale” dalla giunta regionale. 

L’attenzione riservata alla biblioteca “Roberto Caracciolo” da parte di numerosi studiosi testimonia l’importanza e la ricchezza del patrimonio librario conservato. Oltre a possedere un centinaio di manoscritti, la biblioteca custodisce 11 incunabuli, 600 cinquecentine, numerosi volumi editi dal 1600 al 1800. Sono presenti, tra le tante opere, edizioni aldine, dei Giunta, di Giolito de’ Ferrari, di Peter Schoeffer e alcuni testi fondamentali per la ricostruzione storica dell’editoria leccese, come le 39 prime edizioni del Seicento per i tipi di Pietro Micheli. Tra le opere del fondo antico, di indirizzo prevalentemente religioso, con volumi di morale, patrologia, diritto canonico, teologia, filosofia, si ricorda, di Roberto Caracciolo, il predicatore a cui la biblioteca deve il nome, il testo Sermones de laudibus sanctorum, stampato nel 1489 a Napoli da Mattia Moravo, e il volume Malleus maleficorum (Martello degli stregoni) di Jacob  Sprenger, considerato una vera e propria guida alla repressione della stregoneria, edito nel 1584 da Giovanna Giunta figlia di Jacopo, una delle poche donne all’epoca dedita all’arte della stampa. 

La biblioteca attualmente possiede accanto a quello antico: il fondo “Salentino” (comprendente opere sulla storia, lingua, arte e cultura locale), il fondo “Francescano” (forte di 10.000 unità tra testi e periodici dedicati alla vita e all’opera di s. Francesco), il fondo “Teologico e Sacre Scritture” (in cui sono contenuti volumi di patristica, teologia, storia ecclesiastica, diritto canonico oltre alla Bibbia e alle Sacre Scritture), il fondo “Moderno” (con opere moderne di argomento vario, incrementatosi grazie alle donazioni, tra cui quelle di Oronzo Parlangeli, di Ennio Bonea e Mario D’Elia).

Nella biblioteca è presente un’emeroteca in cui si possono trovare periodici di argomento vario che spaziano dalla storia alla letteratura, dalla psicologia alla sociologia, dal francescanesimo alla teologia.

Di notevole interesse è anche il fondo musicale della “Roberto Caracciolo”, in cui sono confluite le raccolte di padre Igino Ettorre e Maria Teresa Degli Atti, fondatori del Gruppo Madrigalistico Salentino. In tale fondo accanto ad enciclopedie e periodici, si trovano libretti d’opera, spartiti, di carattere sacro e profano, di musica strumentale e vocale, studi di paleografia musicale e opere liturgiche dal XVI secolo in poi.

Dai 15.000 titoli censiti da Padre Egidio de Tommaso nel 1960 si è arrivati agli 80.000 di oggi, grazie alla politica lungimirante dei diversi direttori, da Padre Benigno Perrone a Padre Paolo Quaranta, attuale responsabile. Negli anni la biblioteca “Roberto Caracciolo” si è configurata sempre più come un contenitore culturale polivalente e, ospitando diverse iniziative, dalle conferenze ai concerti, continua ad essere un punto di riferimento nella vita cittadina.