Archivio della famiglia dei Castromediano de Lymburg - Lecce

 

Descrizione:
L’archivio dei Castromediano de Lymburg, copre un arco cronologico dal XVI al XX secolo è giunto fino a noi con molte evidenti lacune  La documentazione non si configura come archivio nella sua totalità, smembrato a causa di divisioni ereditarie e di un’alluvione che nei primi anni Settanta del ‘900 ha irrimediabilmente distrutto molte carte conservate in scatoloni ai piani inferiori del palazzo ducale di Cavallino, dimora della famiglia. L’archivio è ancora lacunoso anche per perdite dovute ad appropriazioni indebite da parte di studiosi che, probabilmente non hanno doverosamente restituito la documentazione data generosamente in prestito per motivi di studio.

L’intervento di riordino ha evidenziato come la sedimentazione delle carte sia avvenuta secondo modalità soggettive e quindi mutevoli nel corso del tempo portando una notevole, evidente, eterogeneità e disorganicità nella disposizione fisica. Non esistevano cioè annotazioni, elenchi e tantomeno inventari per identificare gli atti nella loro natura o consistenza; la difficoltà maggiore è stata rappresentata da carte sciolte e da numerose lettere senza indicazione cronologica. Si è proceduto, dunque, al riordino del fondo sulla base di una struttura nuova articolata in serie riferite alla natura giuridica dei documenti. Di certo aiuto è stata la ricostruzione genealogica confrontata con le vicende dei membri della famiglia a partire dal XVI secolo che hanno, in definitiva, prodotto l’archivio. Si sono enucleati due fondi, quello della Famiglia Castromediano de Lymburg (1505-1950) e quello di Sigismondo Castromediano (1840-1895) personaggio di spicco del casato.

Alla documentazione cartacea si aggiungono opere a stampa, molte senza frontespizio o mancanti di parte finale e testate giornalistiche anche in ritagli, biglietti da visita e fotografie. 

Si può enucleare un complesso di circa 4.000 pezzi archivistici distinti in: attestazioni di legati ecclesiastici e laicali, autentiche di reliquie, concessioni e documenti patrimoniali, appunti, mappe catastali, carteggio, contenzioso. L’analisi della documentazione ha reso possibile tracciare un percorso di affermazione del casato che ha soprattutto nella proprietà feudale, nel godimento dei relativi privilegi, titoli e giurisdizioni, nella formazione di un patrimonio immobiliare nel territorio, le tappe che ne riconfermano la posizione sociale nei secoli, riscontrabile nella struttura dell’archivio. I Castromediano sono uno dei nobili casati insediatosi in Terra d’Otranto nel XV secolo, il cui esponente più conosciuto ed illustre è Sigismondo, patriota, letterato e deputato del Parlamento Nazionale di Torino dal 1861 al 1865. La loro storia attraversa i secoli e li vede come duchi di Caballinus e marchesi di Morciano signori proprietari di diversi feudi tra i quali Cerceto, Ussano ed altri. Gli importanti legami dovuti soprattutto ad alleanze matrimoniali con altre antiche e nobili famiglie del Regno di Napoli, ampliano i loro possedimenti e rinsaldano la loro posizione sociale ed economica. I de Castromediano ricoprono un ruolo fondamentale per la storia di Cavallino, in particolare, che deve a questa famiglia la sua sopravvivenza, le trasformazioni ed il suo progredire nella struttura feudale - agraria. Il volto di quello che era un piccolo casale muta in quello di un agglomerato urbano con strutture funzionali all’economia, con la costruzione di complessi architettonici che migliorano la vita della popolazione grazie agli esponenti di questa famiglia, artefici attenti di una politica favorevole, soprattutto, in ambito sociale. La storia di questo casato è da leggersi, ovviamente, nel contesto di un’ideologia nobiliare ben radicata simile a quella di altre famiglie della nobiltà feudale. Di spicco, come già detto la figura di Sigismondo (12 gennaio 1811 - 26 agosto 1895), le cui carte e soprattutto le lettere a partire dagli anni del carcere borbonico, dell’impegno come parlamentare dopo l’Unità d’Italia fino alla sua carica di direttore del Museo Archeologico di Terra d’Otranto, rappresentano un complesso quantitativamente rilevante dell’archivio.

 

Il fondo Sigismondo Castromediano è il più corposo I documenti del  “Duca bianco”.individuati e distinti secondo la loro tipologia attengono a: corrispondenza, carte politiche relative al periodo della sua elezione e legislatura nel Parlamento italiano, carte di ufficio come Ispettore agli Scavi e Monumenti e membro della Commissione di Terra d’Otranto, appunti, manoscritti, documenti riguardanti la sua storia di patriota, di studioso di beni archeologici, di fondatore del Museo provinciale, di ricercatore di oggetti, reperti, tele, libri che costituiranno il nucleo iniziale del patrimonio della Biblioteca provinciale e, non ultimo oltre alle lettere, alcune delle quali già edite, scritte nel periodo della sua prigionia.

 

Collezioni:

- Epistolario di Sigismondo Castromediano (1848 - 98)